Film per Adolescenti

I film devono essere ritenuti come uno strumento dalle grandi potenzialità, per la loro capacità di riuscire a raggiungere ogni generazione.

Nel campo della pastorale si accenna spesso alla crisi educativa, dovuta alla difficoltà di instaurare un dialogo produttivo tra le generazioni.

Film per Adolescenti

I film sono invece in grado di muovere le corde della sensibilità di ciascun individuo e garantiscono quindi la stimolazione di riflessioni, grazie alla possibilità di vedere il mondo con gli occhi dei personaggi rappresentati.

Ovviamente è sempre difficile per un adulto scindere il cattivo dal buon cinema, specie con la proliferazione di tutti quei programmi apparentemente innocui che infondono però determinate ideologie.

Bisogna innanzitutto aiutare i giovani a sviluppare un occhio critico, perché difficilmente si troverà mai un film che rispetti completamente la libertà di scelta dell’individuo.

 

Tuttavia in questa sede vorrei proporre dei film adolescenziali che possono essere un ottimo strumento educativo, ma al contempo piacevoli e leggeri, così da essere guardati con entusiasmo e apprezzati da qualsiasi pubblico, ma specialmente dai ragazzi.

 

Citerei prima di tutto Inside out, film molto recente perché del 2015, prodotto da Pixar e distribuito da Disney. È un film d’animazione che ha riscontrato notevole entusiasmo, forse perchè tratta attraverso un linguaggio semplice, di tematiche molto particolari.

Le emozioni sono le protagoniste di questa narrazione che da vita ad una storia nella storia. Le vicende principali sono quelle di una bambina di undici anni alle prese con un trasferimento che la turba, poiché costretta a lasciare tutto per iniziare una vita nuova. Nonostante il subbuglio emotivo però, cerca di affrontare il tutto con entusiasmo, anche se ad un certo punto la nostalgia prevale e si ritrova a piangere davanti ai nuovi compagni di scuola. Questo momento di debolezza le provocherà una totale confusione che viene rappresentata – e qui abbiamo l’aspetto originale del film – attraverso una personificazione delle emozioni. Abbiamo infatti a questo punto una battaglia tra Gioia e Tristezza, che provoca un loro allontanamento dal quartiere generale, lasciando la bambina in preda alla Rabbia, al Disgusto e alla Paura.

Questo film ha l’obiettivo di far comprendere al pubblico che la tristezza, seppur oscura e fastidiosa, ha un ruolo fondamentale nella costruzione di una personalità equilibrata, e può rappresentare uno slancio per aprirsi agli altri attraverso una richiesta d’aiuto che potrà tradursi nell’occasione di comunicare, stringere rapporti più veri e crescere.



Il grande pregio è quello di rappresentare la mente umana semplificandola al massimo, parlando di una tematica complicata con il linguaggio di un bambino. Ovviamente questo comporta anche il limite di dare vita ad una sola realtà, tralasciando tutto ciò che non adempie gli obiettivi del film, limite che potrebbe però essere superato attraverso un approfondimento successivo a cui il ragazzo accederà con l’aiuto dell’educatore.

 

Di genere completamente diverso è invece il film “L’ultima estate – ricordi di un’amicizia” prodotto nel 2002. L’opera non ha riscontrato notevole successo, forse proprio per l’argomento di cui tratta: le difficoltà e i fraintendimenti che possono nascere approcciandosi al mondo religioso. La trama verte sulla storia di un ragazzo irlandese con una grande voglia di scoprire e cambiare il mondo. Nel corso della narrazione diventerà amico del figlio del rabbino, per cercare di convertire un non cristiano, come obiettivo per guadagnarsi il Paradiso. Questo desiderio proveniva dagli insegnamenti della maestra che gli profetizzava l’ira di Dio a causa delle sue marachelle. Tuttavia il ragazzo scoprirà presto che l’amico è gravemente malato e questo permetterà a Pete di conoscere Dio non attraverso i precetti da osservare, bensì attraverso le relazioni e la quotidianità pienamente vissuta.

Ciò che implicitamente suggerisce l’opera è il modello di adulto e di credente: si deve ad un certo punto crescere, trovare la chiave di lettura necessaria per quei precetti che ci vengono imposti, capendo invece che devono essere interpretati come delle proposte d’indirizzo verso il bene. Il film mette in luce il rischio di avere regole troppo serrate: la loro strumentalizzazione o il loro fraintendimento è spesso il passo successivo.

Importante è quindi capire i valori sui quali sono sorte determinate regole, così che nella quotidianità l’individuo possa mettere in pratica quei valori, attraverso i precetti indicati o mediante altre vie più personali.

Il grande pregio di questo film è sicuramente quello di tralasciare i sentimenti pietisti causati dal dolore, presentando il tutto con estremo tatto e la naturalezza di un bambino.

 

La mia proposta ha intenzionalmente toccato generi e tematiche completamente differenti, per far comprendere come sia possibile partire da ciò che più aggrada per parlare degli argomenti più disparati.

Non posso qui dilungarmi in altri esempi, ma riporto dei titoli affiancati dal genere e dall’argomento in gioco.

 

  1. L’attimo fuggente: genere drammatico; tema dell’insegnamento
  2. Juno: commedia; temi dell’adolescenza, responsabilità e aborto.
  3. Le cronache di Narnia: avventura; si possono trarre spunti di vario tipo come ad esempio il dialogo interculturale
  4. Hachiko: drammatico; anche qui ci sono varie chiavi di lettura
  5. Il piccolo principe: animazione; vari temi che necessitano di un’analisi approfondita, arricchita magari dalla lettura del libro.