È possibile vincere alle scommesse sportive?



Grazie alle scommesse sportive i giocatori appassionati hanno la possibilità di effettuare puntate sugli eventi a cui sono più interessati per provare a vincere cifre più o meno consistenti. Ma qual è il funzionamento delle quote? E come fanno i bookmaker ad avere margini di guadagno sempre sicuri? Tutte queste informazioni meritano di essere conosciute da chi è solito scommettere, anche perché permettono di sapere quali sono i costi reali di ogni puntata. I bookmaker, come noto, ottengono i propri profitti accettando delle scommesse in un certo mercato: essi regolano le quote e le modulano in modo tale da assicurarsi un guadagno a prescindere dal risultato finale dell’evento.

Tale obiettivo viene raggiunto perché le quote che sono offerte risultano più alte rispetto alla probabilità statistica effettiva che si concretizzi l’evento ipotizzato. Il margine dei bookmaker è rappresentato proprio da questo scostamento: è ciò che i bookmaker fanno pagare per rendere le quote disponibili. Per effettuare il calcolo del margine che viene applicato a un evento dai bookmaker, è necessario considerare le quote per ogni risultato possibile: tanto più il margine è elevato, quanto più basso è il valore che viene messo a disposizione degli scommettitori. Per questo motivo, il modo più utile ed efficace per confrontare le quote consiste proprio nel fare riferimento ai margini.



Il margine che viene caricato allo scommettitore dal bookmaker consiste nella somma della percentuale di mercato che supera il 100%: il valore delle quote è determinato dal margine, il quale si rispecchia anche nel potenziale profitto di una scommessa. Gli scommettitori più bravi sono quelli che nel corso del tempo eseguono delle scommesse multiple, per le quali il margine faccia riferimento al suo profitto potenziale. Ogni bookmaker stabilisce dei margini differenti: c’è chi fissa il prezzo dei mercati al 102 o 103%, per esempio, e c’è chi arriva fino al 110%. Come è facile intuire, si tratta di una differenza nel valore potenziale davvero notevole: ogni scommettitore dovrebbe esserne consapevole, anche per arrivare a usufruire delle quote migliori.

Il margine, nelle quote, non ha un valore fisso per qualsiasi scommessa. Ecco perché i tassi possono aumentare o scendere. Alcuni bookmaker applicano delle quote esponendo come evidentemente sottovalutato il favorito di un evento sportivo. La maggior parte degli scommettitori, in effetti, tende a puntare sui favoriti: così i bookmaker non sono costretti a correggere i corsi e favoriscono la credenza che siano più stabili di quelli della concorrenza. Chiaramente, non si può generalizzare, anche perché ogni disciplina sportiva fa storia a sé.

Negli sport di squadra come la pallamano, l’hockey su ghiaccio e il calcio, per esempio, i margini più elevati che provengono dai bookmaker sono quelli relativi alle scommesse 1 x 2, che evidentemente non possono essere previste per sport come il basket o la pallavolo. Nel complesso, le scommesse a bassi margini sono quelle caratterizzate da handicap (di qualunque tipo essi siano), dalle linee di evento (numero di punti, di rimbalzi, eccetera) e da testa a testa (vittoria dell’uno o dell’altro contendente, come nella pallacanestro, nel tennis o nel volley).

Ovviamente, vincere alle scommesse sportive non è un’impresa facile…ma neanche impossibile! Trovi più informazioni su sul vincereallescommesse.it.

Ricorda: Il gioco è vietato ai minori e può causare dipendenza patologica.